La Melannurca Campana: la regina delle mele

La Melannurca Campana: la regina delle mele
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A cura di Stefania Luce

La Melannurca definita la “regina delle mele” è conosciuta per i frutti dalla polpa croccante, compatta, bianca, gradevolmente acidula e succosa, con aroma caratteristico e profumo finissimo. Per il suo rapporto acidi/zuccheri, le proprietà organolettiche non trovano riscontro in altre varietà di mele. Ricca di vitamine (B1. B2, PP e C) e minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese), ma anche ricca di fibre, è diuretica, alimento particolarmente indicato nel regime alimentare di bambini, anziani e diabetici.

Un altro elemento che caratterizza e rende la Melannurca Campana unica interessa la particolare tecnica produttiva che esalta le caratteristiche qualitative del frutto e lo rende tipico: l’arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti “melai”. Questi sono costituiti da piccoli appezzamenti di terreno di larghezza non superiore a 1,50 metri su cui sono posizionati stari di materiale soffice vario: oggi si utilizzano aghi di pino, trucioli di legna o altro materiale vegetale, che nel tempo hanno sostituito la canapa. Nei melai i frutti sono disposti su file esponendo alla luce la parte meno arrossata e poi periodicamente rigirati e accuratamente scelti.

Esiste una tipologia di Mellannurca che produce frutti a buccia rossa già sulla pianta ed è l’ “Annurca Rossa del Sud” discendente dell’Annurca classica.
La presenza della Melannurca in Campania risale ad almeno due millenni fa. La “Melannurca Campana” IGP è presente in Campania da almeno due millenni. La sua raffigurazione nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano e in particolare nella Casa dei Cervi, testimonia l’antichissima legame dell’Annurca con il mondo romano e la Campania felix in particolare. Luogo di origine sarebbe l’agro puteolano, come si desume dal Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Proprio per la provenienza da Pozzuoli, dove è presente il lago di Averno, sede degli Inferi, Plinio la chiama “Mala Orcula” in quanto prodotta intorno all’Orco (gli Inferi). Anche Gian Battista della Porta, nel 1583, nel suo “Pomarium”, nel descrivere le mele che si producono a Pozzuoli cita testualmente: (… le mele che da Varrone, Columella e Macrobio sono dette orbiculate, provenienti da Pozzuoli, hanno la buccia rossa, da sembrare macchiate nel sangue e sono dolci di sapore, volgarmente sono chiamate Orcole…). Da qui i nomi di “anorcola” e poi “annorcola” utilizzati nei secoli successivi fino a giungere al 1876 quando il nome “Annurca” compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura di Giuseppe Antonio Pasquale.

La zona di produzione della Melannurca Campana IGP comprende 137 comuni campani tra questi Quarto che nel Disciplinare di produzione dell’Indicazione Geografica Protetta “Melannurca Campana” del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali compare tra i territori che nella provincia di Napoli sono interessati nella loro interezza nella produzione dei due ecotipi.

Sono state due le edizioni organizzate a Quarto per celebrare la regina delle mele. Durante la festa della Melannurca, dopo il convegno a cui hanno partecipato il sindaco di Quarto Antonio Sabino e il consigliere del Presidente della Regione Campania per i temi attinenti l’Agricoltura, le Foreste, la Caccia e la Pesca Francesco Alfieri, si è passato all’assaggio di piatti, prodotti alimentari e cocktails a base di Melannurca coltivata a Quarto.

 

Di seguito il link della pagina Facebook dedicata alla festa della Melannurca a Quarto: https://www.facebook.com/pg/festadellamelannurcaquarto/posts/

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